ЖАНРЫ

Fight Club (на итальянском)
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Il tubo catodico и sottovuoto, cosм nel momento in cui praticate il foro, il tubo risucchierа aria, come se prendesse fiato con un sibilo sottile. Sostituite la punta del trapano e allargate il foro due o tre volte, fino a poterci infilare l'estremitа di un imbuto. Quindi riempite il tubo con esplosivo di vostra scelta. Il napalm fatto in casa va benissimo. Benzina o benzina mescolata con succo d'arancia congelato o lettiera per gatti.

Un esplosivo abbastanza divertente и il permanganato di potassio mescolato con zucchero a velo. L'idea и di mescolare un ingrediente che brucia molto veloce con un secondo ingrediente che fornisca abbastanza ossigeno per la combustione. Avviene cosм rapidamente che ne risulta un'esplosione.

Perossido di bario e polvere di zinco.

Nitrato di ammonio e alluminio in polvere.

La nouvelle cuisine dell'anarchia.

Nitrato di bario in salsa di zolfo e guarnito con carbonella. Non c'и polvere da sparo migliore.

Bon appйtit.

Riempite di questa sostanza il monitor del computer e quando qualcuno lo accenderа, gli esploderanno in faccia due o tre chili di polvere da sparo.

Il problema и che il mio capo mi era abbastanza simpatico.

Se sei maschio e sei cristiano e vivi in America, tuo padre и il tuo modello di Dio. E capita di incontrare il proprio padre sul lavoro.

Ma a Tyler il mio capo non era simpatico.

La polizia cercherа me. Sono stato io l'ultimo a lasciare l'ufficio venerdм sera. Mi sono svegliato alla mia scrivania con il mio alito condensato sulla superficie e Tyler che mi diceva al telefono: «Prendi il largo. Abbiamo una macchina fuori».

Abbiamo una Cadillac.

Ho ancora benzina sulle mani.

Il meccanico del fight club mi ha chiesto che cosa desideravo di aver fatto prima di morire?

Lasciare il mio lavoro. Stavo dando il permesso a Tyler. Accomodati. Ammazza il mio capo.

Dal mio ufficio esploso continuo la corsa in autobus fino allo spiazzo ghiaioso del capolinea. И dove si apre l'area lottizzata, terreni edificabili che si alternano a campi arati. Il conducente prepara le pietanze della sua colazione al sacco e il suo thermos e mi guarda dal retrovisore interno.

Sto meditando su dove i poliziotti non verrebbero a cercarmi. Dal fondo dell'autobus vedo una ventina di persone sedute tra me e il conducente. Conto venti nuche.

Venti teste rasate.

Il conducente si gira per chiamarmi: «Signor Durden, signore, sono davvero ammirato per quello che ha fatto».

Io non l'ho mai visto prima.

«Deve scusarmi per questo» dice il conducente. «Il comitato dice che и stata un'idea tutta sua.»

Le teste rasate si voltano una dopo l'altra. Poi uno dopo l'altro i passeggeri si alzano. Uno ha uno straccio in mano e si sente odore di etere etilico. Quello piщ vicino a me impugna un coltello da caccia. Quello con il coltello и il meccanico del fight club.

«Lei и un uomo coraggioso» dice il conducente dell'autobus, «a essersi assegnato un compito da sй.»

«Chiudi il becco» dice il meccanico al conducente, e: «Il palo non spiccica verbo».

Sai che c'и una delle scimmie spaziali che ha un elastico con cui stringerti le palle. Si serrano davanti a me.

«Conosce le regole, signor Durden» dice il meccanico. «Lo ha detto lei stesso. Ha detto che se qualcuno cerca di chiudere un club, fosse anche lei, allora dobbiamo prenderlo per le palle.»

Gonadi.

Gioielli di famiglia.

Testicoli.

Huevos.

Immaginati la parte migliore di te congelata in un sacchetto conservato presso il Saponificio di Paper Street.

«Sa che и inutile opporsi» dice il meccanico.

Il conducente mastica il suo sandwich e ci guarda nello specchio.

Si sta avvicinando una sirena della polizia. Un trattore attraversa rumoroso un campo in lontananza. Uccelli. Un finestrino in fondo all'autobus и mezzo aperto. Nubi. Ci sono ciuffi d'erba che crescono intorno alla ghiaia della piazzuola di manovra. C'и ronzio di api o mosche nell'erba.

«Siamo interessati solo a un piccolo accessorio» dice il meccanico del fight club. «Questa non и una minaccia, questa volta no, signor Durden. Questa volta dobbiamo tagliarle.»

«Sono gli sbirri» annuncia il conducente.

La sirena sbuca da non so dove e si ferma davanti all'autobus.

E con che cosa dovrei oppormi?

Un'auto di pattuglia si ferma davanti all'autobus, nel parabrezza lampeggiano le luci rossa e blu, qualcuno da fuori grida: «Fermi tutti lа dentro».

E io sono salvo.

Suppergiщ.

Posso raccontare di Tyler agli sbirri. Dirт loro tutto del fight club e forse finirт in galera e poi il Progetto Caos sarа problema loro e io non dovrт fissare lo sguardo su una lama di coltello.

I poliziotti salgono sull'autobus e il primo dice: «Gliele avete giа tagliate?».

Il secondo poliziotto dice: «Fate alla svelta, c'и un mandato di cattura per lui».

Poi si toglie il berretto e a me dice: «Niente di personale, signor Durden. И un piacere averla finalmente conosciuta».

Dico io, guardate che state commettendo un grosso errore.

«Ci aveva preannunciato che probabilmente avrebbe detto cosм.»

Io non sono Tyler Durden.

«Ci aveva avvertito che avrebbe detto anche questo.»

Cambio le regole. Potete tenervi il fight club, ma non castreremo nessuno, mai piщ.

«Giа, giа, giа» dice il meccanico. И a metа del corridoio centrale con il coltello in mano. «Ci ha avvertiti che avrebbe senz'altro detto questo.»

D'accordo, allora io sono Tyler Durden. Sono io. Sono Tyler Durden e detto io le regole e dico che devi mettere giщ quel coltello.

Il meccanico si gira: «Qual и il nostro record finora per un taglia e fuggi?».

«Quattro minuti» risponde qualcuno.

«Qualcuno sta cronometrando?» domanda il meccanico.

Ora sono saliti a bordo entrambi i poliziotti e uno guarda l'orologio e dice: «Un momento. Aspetta che la lancetta dei secondi arrivi sul dodici».

Lo sbirro conta: «Nove».

«Otto.»

«Sette.»

Mi lancio verso il finestrino.

Urto con lo stomaco il sottile profilo di metallo e dietro di me il meccanico del fight club grida: «Signor Durden! Cosм ci fa perdere il record!».

Sporgendomi dal finestrino, annaspo sulla gomma nera della ruota posteriore. Afferro il bordo del mozzo e tiro. Qualcuno mi prende per i piedi e mi tira dall'altra parte. Grido al piccolo trattore in lontananza: «Ehi!». E: «Ehi!». La faccia mi si gonfia, scotta piena di sangue, sono appeso a testa in giщ. Mi tiro fuori un po'. Le mani che mi tengono per le caviglie mi tirano indietro. La cravatta mi dondola in faccia. La fibbia della cintura mi si impiglia nel finestrino. Con le api e le mosche e i ciuffi d'erba a pochi centimetri dalla faccia grido: «Ehi!».

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