ЖАНРЫ

Il regalo. Del vento tramontano fiabe italiane popolari / Подарок северного ветра. Итальянские народные сказки
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Arrivata a diciott’anni, cominci`o a pregare la governante che le aprisse la porta. E la governante fin`i per obbedirle. La ragazza usc`i dalla porta e si trov`o in giardino. C’era il sole che lei non aveva mai visto, i colori del cielo e dei fiori, e ne rest`o incantata. Ma ecco che dal cielo cal`o un uccello dalle grandi ali, la prese con gli artigli e la port`o via.

Vol`o, vol`o, poi scese su una casa di campagna e abbandon`o la ragazza sul tetto. Due contadini, padre e figlio, dai campi, videro qualcosa che luccicava sul tetto di casa. Salirono sul tetto con una scala a pioli [44] e ci trovarono una ragazza con una corona di brillanti in testa che luccicava tutt’intorno. [45] Quel contadino aveva cinque figlie che facevano le lattaie; e si tenne la ragazza a casa insieme con le cinque figlie. Ogni mese si vendevano un brillante della corona e cos`i campava tutta la famiglia.

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scala a pioli стремянка

45

luccicava tutt’intorno – освещала все вокруг

Quando i brillanti furono finiti, la ragazza disse:

– Io non voglio vivere alle vostre spalle, [46] mamma, – (lei ormai chiamava mamma la moglie del contadino), – andate dalla Regina di questo paese e fatevi dare qualcosa da ricamare.

La donna and`o, ma la Regina le disse:

– Cosa volete che sappia ricamare una vostra figlia, che ha sempre fatto la lattaia?

E per dispregio le diede un pezzo di canovaccio.

La ragazza si mise a ricamarlo e ne venne fuori una cosa cos`i preziosa, che la Regina quando la contadina glielo port`o rest`o a bocca aperta, e le mand`o due monete d’oro, e insieme un cencio da toglier la polvere [47] , che provasse a ricamare un po’ quello.

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Io non voglio vivere alle vostre spalle – Не хочу жить за ваш счет

47

un cencio da toglier la polvere – тряпка, которой вытирают пыль

Dopo qualche giorno, la contadina le port`o un capolavoro di ricamo. La Regina le diede tre monete d’oro e una gonnellaccia tutta sdrucita. La contadina gliela riport`o che pareva una gonna da festa da ballo.

– Ma dove ha imparato a ricamare cos`i bene, vostra figlia? – chiedeva la Regina.

– Dalle monache…

– Sar`a, ma questi non sono lavori che possano essere usciti dalle mani [48] d’una contadina. Bene, le ordiner`o tutto il corredo di sposo di mio figlio.

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possano essere usciti dalle mani – не могла сделать крестьянка

Il figlio del Re, saputo di questa lattaia che gli ricamava il corredo, la volle conoscere, e l’andava a trovare mentre lavorava. E siccome era un giovane un po’ discolo, le dava anche noia. [49] Un giorno, dai e dai [50] , la prese di sorpresa e le diede un bacio. La lattaia allora gli punt`o il punteruolo contro il petto. Lo punse nel cuore e lui mor`i.

La ragazza fu condotta al Tribunale, e questo Tribunale era formato dalle quattro figlie del Re. La maggiore chiese condanna a morte, la seconda condanna a vita, la terza a vent’anni, e la piccina, che era la pi`u buona, e che dentro di s'e [51] capiva che la colpa era stata del fratello, chiese solo una condanna a otto anni, ma chiusa in una torre insieme col cadavere, perch'e l’avesse sempre sotto gli occhi e si pentisse. [52] Vinse il consiglio della pi`u piccina. La ragazza fu condotta alla torre, e passando, la figlia del Re pi`u piccina le disse all’orecchio:

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un po’ discolo le dava anche noia своенравный и надоедал ей

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dai – ну, давай!

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dentro di s'e – про себя

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perch'e l’avesse sempre sotto gli occhi e si pentisse – чтобы все время был у нее перед глазами и чтобы раскаивалась

– Non aver paura. Io t’aiuter`o.

Difatti tutti i giorni mandava alla prigioniera della torre i cibi migliori della mensa di Corte.

Da tre anni la prigioniera stava chiusa nella torre, quando vide apparire in cielo l’uccello dalle grandi ali che l’aveva rapita. Si pos`o in cima alla torre, si costru`i un nido e fece le uova. Dalle uova nacquero dieci uccellini.

– Uccello, uccello, – diceva tutti i giorni la prigioniera, – come m’hai portato via da casa, portami via di qui.

Vicino alla torre, c’era il palazzo delle tre figlie maggiori del Re. E un giorno, stando alla finestra, sentirono questo discorso della ragazza e l’andarono a riferire al Re.

– Cacciate quell’uccello dalla torre, – ordin`o il Re. Le guardie, con le loro lance, buttarono gi`u il nido, i dieci uccellini caddero a terra e restarono morti.

La sera, la prigioniera vide il grande uccello scendere sugli uccellini morti con nel becco un ciuffo d’una certa erba, strusciarli con quell’erba e gli uccellini risuscitarono.

– Uccello, uccello, – disse la prigioniera, – portami quest’erba miracolosa!

L’uccello rivol`o via e ritorn`o con un fascio d’erbe nelle zampe.

La ragazza prese l’erba e corse a strofinarla sul cadavere del figlio del Re. A poco a poco, il figlio del Re risuscit`o.

Non so dire chi dei due fu pi`u felice: s’abbracciarono, si baciarono, si fecero tante feste.

La notizia la tennero segreta a tutti, tranne che alla figliola del Re la pi`u piccina, che, tutta contenta della bella sorpresa, prese a mandar loro ogni giorno ogni ben di Dio, e poich'e il fratello le chiese una chitarra, gli mand`o anche una chitarra.

Adesso i due innamorati rinchiusi nella torre passavano le ore cantando e suonando la chitarra. Le tre figlie maggiori del Re, dal palazzo vicino, sentivano questi suoni e questi canti e vollero andare a vedere cosa c’era. Ma il figlio del Re si sdrai`o di nuovo nella cassa e la ragazza fece finta di cascare dalle nuvole. [53] Le sorelle tornarono con un pugno di mosche; [54] ma la sera, risentirono venire dalla torre suoni e canti.

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fece finta di cascare dalle nuvole притворилась, будто с неба свалилась, ничего не знает

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tornarono con un pugno di mosche – вернулись ни с чем

Insistettero tanto col Re, che lui diede ordine che la prigioniera fosse cambiata di prigione. Andarono le guardie a prenderla, ed ecco che la si vide uscire di prigione a braccetto del figlio del Re, vivo e sano [55] come un pesce.

Tutta la famiglia reale, che era alla finestra a veder passare la prigioniera, rest`o a bocca aperta.

– Babbo, mamma, sorelle, – disse il figlio del Re, – vi presento la mia sposa.

La sorella pi`u piccina batt'e le mani.

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vivo e sano живехонький

Ma alle tre sorelle maggiori, d’avere una cognata lattaia, non andava gi`u, [56] e la studiarono tutteper umiliarla e canzonarla.

– Prima delle nozze, – disse la sposa, – devo andare a casa mia a salutare i miei genitori. Ditemi che regalo vi devo portare.

– Uh! Un fiasco di latte! – disse la prima cognata.

– Ih! Io voglio una ricotta! – disse la seconda cognata.

– Eh! A me portami una cesta d’aglio! – disse la terza cognata.

La lattaia part`i ma non and`o dal contadino, and`o da suo padre quello vero, il Re che l’aveva tenuta tanto tempo nel palazzo sottoterra. E dopo una settimana torn`o dallo sposo con una bella pariglia tirata da cavalli bianchi.

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non andava gi`u – не устраивало

– Come? La lattaia in pariglia? – si chiesero le cognate vedendola arrivare.

Scese la lattaia e port`o i regali: alla prima cognata diede il fiasco di latte, fiasco d’argento con la veste d’oro; [57] alla seconda cognata diede la ricotta, ricotta d’argento in un paniere d’oro; alla terza cognata diede la cesta d’aglio, spicchi di brillanti e foglie di smeraldo.

– E a me che t’ho sempre voluto bene non mi hai portato niente? – chiese la pi`u piccina.

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con la veste d’oro – с золотой отделкой

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